Contenuto sponsorizzato

Covid, in Trentino i vaccini sugli over 40 partono a giugno. Ferro: ''Mancano le dosi e ora diamo la priorità ai richiami''

In Veneto e in Alto Adige sono già state avviate le operazioni sugli over 40, mentre in Trentino ci si concentra ancora sulla copertura degli over 50 ma nella scorsa settimana si è registrato un rallentamento delle somministrazioni: "Mancano le dosi: ora garantiamo le prenotazioni, così come i richiami"

Di Luca Andreazza - 18 maggio 2021 - 06:01

TRENTO. "Non ci sono ancora date, aspettiamo le comunicazioni e l'arrivo delle dosi di vaccino per pianificare in giugno l'apertura agli over 40". Queste le parole di Antonio Ferro, direttore del Dipartimento di prevenzione. "Appena a conoscenza dei dati, si avvia la macchina per implementare la campagna, attualmente però abbiamo a disposizione i numeri di maggio e non ancora quelli del prossimo mese".

 

In Veneto e in Alto Adige sono già state avviate le operazioni per ampliare la platea dei vaccinati sugli over 40, mentre in Trentino ci si concentra ancora sulla copertura degli over 50. Dopo un avvicinamento agli obiettivi fissati a livello nazionale e la strategia di puntare sulle prime dosi (Qui articolo), la scorsa settimana si è verificato un forte rallentamento nelle somministrazioni: sette giorni con 20.036 dosi per una media giornaliera di 2.862 vaccini e lontani da quelle 4.500 inoculazioni indicate dal generale Francesco Paolo Figliuolo, commissario per l'emergenza Covid-19 (Qui articolo).

 

Questa settimana si è aperta con la somministrazione di 2.235 dosi per portare il conteggio totale a 241.442 inoculazioni da quando è stata avviata la campagna. Un calo e la ragione risiede in quanto anticipato a Il Dolomiti da Maria Grazia Zuccali, direttrice del Servizio Igiene della Sanità Pubblica del Dipartimento di Prevenzione dell'Apss e braccio operativo dell'Azienda sanitaria in tema di tracciamenti vaccinazioni, il 10 maggio scorso (Qui articolo).

 

"La ragione è quella che le dosi scarseggiano. Non abbiamo vaccini a sufficienza per aprire agli over 40 e si deve tenere conto anche delle prenotazioni già in agenda. Inoltre - aggiunge Ferro - l'intenzione è quella di garantire i richiami: i cittadini che hanno ricevuto la prima dose sono certi di ricevere anche la seconda per chiudere il ciclo".

 

In Trentino i numeri appaiono confortanti in particolare per quanto riguarda le somministrazioni a over 80, over 70 e persone fragili (Qui articolo). "In queste categorie i dati sono buoni - prosegue il direttore del Dipartimento di prevenzione - si può fare meglio per quanto riguarda gli over 70: manca ancora circa un 40% della popolazione. Nei prossimi giorni intendiamo inviare una lettera per sensibilizzare la cittadinanza di questa fascia d'età". 

 

Un nuovo impulso alla campagna potrebbe arrivare con l'introduzione del Green pass. In questo senso si cerca di ottimizzare questo strumento. "In base agli studi scientifici - evidenzia Ferro - abbiamo chiesto, come società italiana per l'igiene, di estendere la validità della vaccinazione per questa certificazione da semestrale a nove mesi".

 

Il Trentino ha ricevuto a oggi 265.900 dosi, mentre l'Alto Adige 290.955 vaccini (fonte ministero della Salute). La distribuzione del governo è su base percentuale rispetto alla popolazione. C'è una discrepanza a fronte di un numero di abitanti simile. "E' probabilmente dovuto alle forniture nella fase iniziale della campagna. E' stata operata una stima un po' diversa rispetto al personale sanitario e agli operatori socio-sanitari. Probabilmente verrà 'aggiustata' nei prossimi mesi per riequilibrare le forniture".

 

Se per il prodotto di Pfizer non sono stati registrati problemi, diverso il discorso per AstraZeneca: ci sono dosi che non sono state somministrate perché, come aveva spiegato il direttore del dipartimento di prevenzione dell'Apss Ferro, c'è un certo, ingiustificato, timore nella popolazione.

 

"Le forniture di Pfizer - continua Ferro - sono state molte di più e siamo stati a oggi molto bravi a portare avanti un lavoro di recupero della settima dose: siamo riusciti a effettuare 14 mila somministrazioni in più. Nel caso di AstraZeneca invece abbiamo anche ricevuto molte meno dosi e quelle attualmente a disposizione servono in particolare per i richiami".

 

A fine aprile c'è stato inoltre un patto tra Provincia, Apss e gli Ordini dei medici e delle professioni infermieristiche per vaccinare il personale sanitario. Si parte dall'89% dei medici e dall'81% degli infermieri che hanno aderito alla campagna. Ma la volontà è quella di alzare la percentuale, anche a fronte dei provvedimenti intrapresi dal governo (Qui articolo).

 

"Qualche operatore inizialmente tiepido ha cambiato idea - conclude Ferro - le iniziative di sensibilizzazione continuano per coinvolgere quelle persone ancora non convinte. Poi per capire la portata della norma nazionale è necessario aspettare la conversione in legge del decreto".

Contenuto sponsorizzato
Ultima edizione
Edizione ore 19.30 del 21 giugno 2021
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
21 giugno - 20:03
Il piccolo è stato vittima di un grave incidente avvenuto sabato mentre si trovava in bici. Trasportato in gravi condizioni al Santa Chiara, [...]
Cronaca
21 giugno - 16:30
“Non ci sono buoni e cattivi, ma solo persone diverse con esigenze diverse”. Questo il commento della nuova consigliera comunale dopo il primo [...]
Cronaca
21 giugno - 20:27
L'incidente è avvenuto a Borgo Valsugana in serata nella centrale via Spagolla. Dalle prime informazioni la giovane indossava il casco che ha [...]
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato