Contenuto sponsorizzato

Crisi umanitaria in Bosnia, l’Arci ha riempito i mezzi in partenza: “Non possiamo caricare altri beni”

L’Arci “sommersa” dalla solidarietà dei trentini, la campagna per raccogliere beni di prima necessità da inviare in Bosnia deve chiudere in anticipo: “Promuoveremo nel prossimo periodo altre raccolte restando in contatto con le realtà che operano in Bosnia. Non vogliamo disperdere questa grande solidarietà e, soprattutto, non vogliamo essere spettatori di quello che sta accadendo”

Di Tiziano Grottolo - 23 gennaio 2021 - 19:25

TRENTO. Difficile trovare le parole per commentare la tragedia che si sta consumando in Bosnia, dove circa 3.000 migranti si sono trovati intrappolati mentre cercavano di raggiungere i Paesi dell’Unione Europea, e ora devono sopravvivere senza mezzi e risorse al rigido inverno. In tutta questa desolazione c’è però una notizia che può essere letta in senso positivo: dopo la richiesta dell’Arci infatti, la comunità trentina non si è girata dall’altra parte e ha scelto di attivarsi prestare soccorso alle persone che in questo momento si trovano in grande difficoltà.

 

Singole persone, associazioni e gruppi informali hanno portato nei locali messi a disposizione dall’Arci una grande quantità di cibo, farmaci, prodotti per l’igiene personale, vestiti, sacchi a pelo, coperte. “Vogliamo dire grazie ad ognuno, di questo straordinario supporto – spiegano dall’associazione – contavamo sul vostro aiuto, ma non immaginavamo una così alta adesione”.

 

 

L’adesione è stata tale che le realtà che porteranno in Bosnia i beni raccolti, e che partiranno nei prossimi giorni, non possono più caricarne altri. “Siamo costretti ad anticipare la chiusura della raccolta – ribadiscono dall’Arci – ci impegneremo ora con i nostri volontari e volontarie a preparare il viaggio”.

 

L’impegno dell’associazione comunque non si concluderà: Promuoveremo nel prossimo periodo altre raccolte di quello che sapremo essere necessario, restando in contatto con le realtà che operano in Bosnia. Non vogliamo disperdere questa grande solidarietà e, soprattutto, non vogliamo essere spettatori di quello che sta accadendo. È quanto mai necessaria una soluzione politica che permetta a queste persone di entrare in Europa per poter richiedere la protezione internazionale di cui hanno diritto”.

 

Contenuto sponsorizzato
Telegiornale
Ultima edizione
Edizione ore 19.27 del 27 Febbraio
Il DolomitiTg, le notizie della giornata in sessanta secondi. Cronaca, politica, ambiente, università, economia e cultura: tutte le news in un minuto
Contenuto sponsorizzato

Dalla home

28 febbraio - 19:20

La situazione si complica in Val di Cembra dove i contagi continuano a salire, soprattutto a Palù dove il 14 è coinciso con la ricorrenza del patrono. Si contano 79 nuovi casi a Trento e poi seguono Pergine, Arco, Lavis, Rovereto e Levico Terme 

28 febbraio - 20:11

Nel Comune di Giovo il rapporto contagi/residenti ha raggiunto il 3,3%, il sindaco non esclude l’entrata in vigore di misure più restrittive: Ci sono intere famiglie coinvolte, dove sia i genitori che i figli sono risultati positivi, forse ci sono un po’ meno anziani rispetto alle altre fasce d’età”

28 febbraio - 15:55

Il rapporto è doppio rispetto al livello medio nazionale e anche oggi si registrano 329 nuovi casi di cui 80 tra giovani in età scolare. In un giorno messe in quarantena ben 18 classi (venerdì erano 35 ieri 53)

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato