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Le mascherine abbandonate diventano un divano, il progetto del trentino Zambotti: "Un messaggio forte contro l'inquinamento e il surriscaldamento globale"

Il progetto si chiama "Couch-19" e ha coinvolto tantissimi cittadini di Pergine Valsugana e Trento, che si sono resi disponibili a raccogliere le mascherine dalle strade per poi consegnarle al designer Tobia Zambotti. "Un modo creativo di dare nuova vita alle mascherine raccolte dalle strade lanciando un messaggio forte"

Di Lucia Brunello - 25 febbraio 2021 - 12:54

PERGINE VALSUGANA. "E’ cominciato tutto due mesi fa, quando dall’Islanda sono tornato in Trentino. Passeggiando per le strade ho notato le tante mascherine sparse per terra, e così ho pensato di realizzare qualcosa che mandasse un messaggio forte alla comunità".

 

E così, Tobia Zambotti, 30enne di Pergine Valsugana che ormai da anni vive in Islanda dove ha creato il suo prestigioso e apprezzato atelier (qui articolo), ha pensato di farlo realizzando un divano imbottito proprio con delle mascherine raccolte per le strade di Pergine e Trento. Un progetto dal nome significativo, che parte da Covid-19 per arrivare a "Couch-19".


"A metà dicembre, attraverso un post su facebook, ho chiesto alle persone che ho tra gli amici di raccogliere, in sicurezza, mascherine dalle strade o semplicemente di conservare le loro per poi consegnarmele”, spiega a ilDolomiti.it il designer.

 

"Ho raccolto più di 10 mila mascherine in brevissimo tempo, un numero incredibile. Le ho disinfettate tutte con l’ozono e mantenute in una busta chiusa per più di 2 settimane così da sterilizzarle”. E così, queste mascherine sono diventate un’inusuale imbottitura per un "pouf modulare" che può diventare un divanetto con lo schienale.


"Quello della sostenibilità ambientale e dei rifiuti è un tema molto attuale che chiaramente non riguarda solo il Trentino, ma tutto il mondo", continua Tobia. "Nel corso dell'ultimo anno ci siamo inaspettatamente ritrovati ad affrontare una pandemia su scala globale. Per farne fronte molti paesi hanno reso obbligatorio l’utilizzo di mascherine nei luoghi pubblici. Sfortunatamente però, gran parte di queste sono monouso e, in quanto rifiuto sanitario, non possono essere riciclate convenzionalmente".

 

"Molto spesso - spiega - vengono smaltite tramite incenerimento, procedura che provoca grandi quantità di fumi tossici che contribuiscono al surriscaldamento globale. In altri casi succede che non vengano smaltite correttamente e finiscano a terra inquinando l'ambiente e deturpandolo".

 

"Il progetto “Couch-19" vuole mettere in luce questa realtà in maniera creativa". E' ispirato, infatti, alla forma degli iceberg. "Questo perché l’iceberg in questi anni è diventato simbolo dell'importante tema del surriscaldamento globale e in secondo luogo perché la maggior parte delle mascherine monouso che si vedono in giro hanno quel colore 'glaciale'", conclude.

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